Pro Loco del Comune di Montieri


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Gerfalco

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Gerfalco

Gerfalco si trova a nord-ovest di Montieri, ai piedi del rilievo montuoso delle Cornate dove si estende l’omonima riserva naturale; le Cornate di Gerfalco costituiscono la vetta più elevata delle Colline Metallifere, raggiungendo l’altezza di 1060 metri s.l.m.

LA STORIA
Il nome Gerfalco Falke (tedesco medievale: portatore di falco) fa ritenere che popolazioni germaniche abbiano sfruttato le sue miniere e gli abbiano dato questo nome. Gerfalco era stato regalato già dall’896 ai conti Pannocchieschi dal vescovo di Volterra Alboino loro parente, ma egli si era riservato alcuni diritti. Il dominio dei Pannocchieschi rese vita travagliata alla popolazione di Gerfalco perché quei signori furono in continue discordie ed alleanze tra i vari parenti vescovi.
Le miniere d’argento situate sia proprio sotto il castello che sui fianchi delle Cornate e sul Poggiomutti, facevano gola sia a Volterra che a Siena ed a Massa Marittima; tanto che infine queste due ultime si ritrovarono in guerra per il possesso del castello. Avendo Massa Marittima occupato il castello, Siena mosse con un esercito verso Gerfalco assediandolo ma non riuscì ad espugnarlo e perciò aggredì Massa Marittima la quale si arrese e sgombrò le truppe dal castello il quale ritornò in possesso di Siena (1318). Ma la situazione durò per breve tempo perché nel 1322 Massa Marittima ritorna in possesso di Gerfalco inseguito ad un patto stretto con due signori dei conti Pannocchieschi: nello D’inghiramo di Mangiate di Pietra e nello di Neri di Bonifazio di Travale.
Il potere di Massa Marittima durò questa volta per cinque anni. Questa alternanza di poteri e di alleanze durò per vari secoli fino a che esauritasi le miniere e cessata ogni lucrosa attività mineraria i gerfalchini si posero il sotto la protezione della repubblica Senese. Nella storia del castello ci furono contese anche con Montieri per alcuni confini e dagli atti risulta che appartengono al comune di Montieri: il Poggio (montem qui dicitur podium de Montieri). La “Canonica” (possesso sui fianchi del monte appartenente alla chiesa di S. Niccolò; ed il lago (qui volgariter dicitur la gus de Montieri). L’atto rogato in Travale stabilisce di segnare questi confini con cinque segnalazioni di pietra che scendano dalla cima del poggio alla valle. Un’altra lite per i confini che Gerfalco ebbe con Massa Marittima nel 1412 si concluse con il mantenimento dei diritti su monte di marte o Poggio del filetto, sotto la protezione di Siena, visse la sua vita di castello ben munito, era circondato da mura spesse, in qualche tratto anche due metri, costruite in pietraconcia ed in muratura. Vi erano fortilizi e maschi; due torri e due cisterne con abbondante acqua.

Alla fine del sec. XVI Gerfalco aveva 870 abitanti e condizioni di vita discrete ma verso la fine del 1700 è ridotto ad un piccolo borgo con poche case. Vi è un palazzo di giustizia; il paese è governato da tre priori eletti a sorte e da un consiglio formato da un membro per ciascuna famiglia che vi risiede da tempo. Entro le mura del castello ci sono due botteghe di generi vari, due pizzicherie due macelli, un osteria (molto più di oggi !!!). C’è la chiesa pievania di S. Biagio. Fuori delle mura l’oratorio di S.Maria delle Grazie con un ospedaletto con qualche povero letto. Vi è la chiesa ed il convento dei padri agostiniani ancora oggi esistente adibito ad abitazione del pievano. C’è qui un’antica cisterna con lo stemma dei Pannocchieschi. Nel 1778 il granduca Pietro Leopoldo riunì Gerfalco al comune di Chiusdino. Nel 1833 Gerfalco si aggregò al comune di Montieri.

ARTE
Oggi si possono vedere ancora i resti delle due torri e di alcuni fortilizi. Delle tre porte che c’erano una è scomparsa; si trovava ad occidente, vicino al palazzo di giustizia o del podestà, ormai diroccato, noto come “capannone del Vecchioni”.
La porta fiorentina è stata completamente rinnovata.
La porta senese si conserva nella sua originalità affiancata da un torrazzo in pietra concia.
Nel paese si trovano avanzi di edifici che servivano da fonderie dove si rinvengono ancora scorie dette “Loppe” es: Fondo Chiassi – Fosso di Mandromicci –Fonte al buio, i luoghi più noti per le antiche miniere sono: Fondo Chiassi, Piaggie Montevecchio, via della Avveduta e Poggio Mutti il più ricco di giacimenti di argento. Dal 1872 al 1878 sono state effettuate ricerche ed esplorazioni alle “Piagie al lanchio. Presso la Cecina sotto Montevecchio fu scavata una galleria in muratura che raggiunse gli scavi antichi ma non fu trovato minerale.


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